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Le tre buone notizie:

  1. gli uccellini sono tornati a cantare sugli alberi davanti al mio balcone.  Beh, ognuno la pensi come vuole, ma per me è ancora una fonte di piacere quando, dopo il freddo silenzio dell’inverno, questi piccoli esserini tornano la mattina a fare casino davanti alla mia finestra. Non c’è sveglia che mi mette più di buon umore, e ormai la primavera è vicina.
  2. Ieri pomeriggio, per le vie del centro, ho finalmente comprato La Borsa di cui avevo bisogno. La scrivo con le maiuscole non a caso:  perchè di borse, borsette e borsettine da “battaglia” ce ne ho, ma mi mancava la borsa importante. Ieri finalmente, grazie ai soldi della borsa di studio, mi sono potuta permettere questa Burberry. La morale qual è? Studiare conviene, caspita se conviene…
  3. L’emozione più bella di ieri però è stata vedere questo.

Il silenzio:

politica italiana e romana. Solo una parola: sono allibita.

Il pensiero:

la tesi. Consegnata, praticamente finita ma ancora bisognosa di ultimi aggiustamenti (rigira le frasi, metti a posto l’impaginazione, prepara le slide della presentazione, etc etc). Per molti la consegna è stata una liberazione, per me è stato solo uno spostamento di ansie. Da quello per “finirò in tempo?” a quello per “andrà bene?”. Morale anche qui: c’è sempre da stare all’erta, finchè non arriva il fatidico giorno non è mai detta l’ultima parola.

…per fortuna che c’è Checco Zalone a farci ridere…

Non si può essere aggrediti per strada da quindicenni perché si è gay. E non si può morire a 19 anni perché si ha la pelle nera. Eppure è accaduto. Sulla questione sicurezza ci hanno vinto le elezioni. Ma qui perché non ho sentito nessuno, NESSUNO, parlare di sicurezza? Perchè la sicurezza che tanto invoca la gente è una parola che in realtà ne nasconde un’altra. E’ la giustificazione del razzismo. La sensazione è che l’Italia stia diventando un paese razzista, ma se lo vai a dire in giro tutti ti rispondono che c’è bisogno di più sicurezza. Continua a leggere

C’è sempre, è inutile negarlo, una certa emozione per me la domenica delle elezioni. Per una quintalata di giorni i giornali, le radio, le televisioni mi hanno fatto sentire un numero, anzi una percentuale: nei sondaggi politici sono una capocchietta di quella massa indistinta che farà l’X% degli affluenti, l’Y% dei bianchi o lo Z% dei neri, l’M% delle schede bianche o -ma questo a insaputa di chi vota- l’N% delle schede nulle.

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La mucca Carolina!…ovvero come chiarirsi le idee sulle teorie politiche ragionando con le mucche.

Feudalesimo: tu hai due mucche. Il Lord prende una parte del latte.
Fascismo: tu hai due mucche. Il governo le prende entrambe. Ti assume per curarle e ti rende il latte.
Socialismo puro: tu hai due mucche. Il governo le prende e le mette in una stalla con tutte le altre mucche. Tu devi curare tutte le mucche. Il governo ti dà il latte di cui hai bisogno.
Comunismo puro: tu hai due mucche. I tuoi vicini ti aiutano a curarle e, tutti insieme, vi dividete il latte.
Comunismo russo: tu hai due mucche. Tu devi curarle, ma il governo prende tutto il latte.
Democrazia pura: tu hai due mucche. I tuoi vicini decidono chi prende il latte.
Democrazia rappresentativa: tu hai due mucche. I tuoi vicini scelgono qualcuno che ti dica chi prende il latte.

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