– Perché voi donne lanciate messaggi che solo voi sapete capire? –

Un popup azzurro sbucò fuori dall’angolo destro del pc su cui stavo lavorando con questa domanda.

Era R. che scriveva riprendendo una conversazione che io avevo battezzato conclusa ormai da dieci minuti. Ma a dire il vero in quel momento non mi sarebbe parso strano se fosse stato lo stesso Messenger a domandarmelo: sì proprio lui, il signore delle chat, il software che decifra frasi e faccine animate sul nostro schermo, in quel momento alzava le mani e si arrendeva alla capacità criptica delle donne. Poverino, lui, progettato da menti matematiche, da uomini, che si sentiva spiazzato da un rivale altrettanto capace di mandare messaggi da reinterpretare.

Aprii la finestra non senza sentirmi un’aria divertita e benevola addosso, la stessa che tutte le donne provano quando ogni tanto un uomo si affaccia oltre il limite finito dei suoi processi cognitivi e vede che esiste un altro mondo, quello dei detto-questo-per-intendere-quest-altro, che farebbe volentieri a meno di conoscere ma nel quale invece è trascinato da una donna.

Perché, che è successo? -, digitai sulla tastiera.

– Io ho scritto ad una mia amica che secondo me lei assomiglia ad un’attrice, e le ho mandato anche una foto… Solo che questa mia amica mi ha risposto: “sì ma lei è più carina di me”. Scusa ma che risposta è? E’ ovvio, quella è un’attrice di Hollywood! –

– Questa è una risposta tira-complimenti -. Feci una pausa per raccogliere le idee e le parole più giuste per spiegarmi, ma lui mi anticipò:

– Sì, ma io non volevo farle un complimento, volevo solo darle un dato oggettivo. –

In tutta sincerità in quel momento ringraziai il fatto di essere in collegamento con lui solo attraverso il pc, perché sul mio volto, son sicura, si stampò un’espressione di stupore che non avrei saputo nascondere, e se avessi avuto R. davanti a me forse se ne sarebbe risentito.

– Ascolta, in questi casi molto spesso le persone non vogliono fare un’analisi alla CSI dei dettagli di somiglianza, vogliono solo chiacchierare in maniera leggera. –

Mi arrivarono tre punti interrogativi di fila. Ops, pensai, non sono partita nel modo giusto. Riproviamo:

– Senti, R., quello che voglio dirti è che lei ti ha scritto quella risposta strana perché vuole che tu di rimando le faccia un complimento. Tu le hai scritto che assomiglia all’attrice e lei ti ha scritto che l’attrice è più carina. La risposta che si aspetta ora da te è che tu la contraddica e dica che lei è più bella, più simpatica, bla bla bla, insomma devi scriverle che per te lei ha una qualità in più rispetto all’attrice. –

– Ma perché voi donne siete sempre in cerca di complimenti? –

Ecco fatto, pensai, ci dovevamo arrivare prima o poi sulla spiaggia dei luoghi comuni. E allora se vuoi mi levo le scarpe e ci cammino anch’io:

– Perché voi uomini ne siete sempre scarsi! –

– Sì ma pure a noi fanno piacere i complimenti, e voi non ce li fate mai! –

Ahi ahi, la spiaggia si sta riempiendo di ricci e di meduse.

– No, dài, non dire così, non è vero. Solo che noi ragazze i complimenti li facciamo non tanto sull’aspetto fisico quanto di più sul carattere. –

Ce l’ho fatta, sono passata indenne. E adesso mi arrampico pure sugli scogli, guarda un po’:

– Che poi se ci pensi, è meglio, perché la bellezza è una cosa temporanea e mutabile, invece il carattere no, è una cosa che dura e difficilmente si modifica. –

Dall’alto del faraglione mi inchino e saluto il mare, fiera della mia riuscita.

– Sarà, ma a me me ne fanno sempre pochi. Anzi quasi mai. Forse non me li merito. –

Queste poche parole mi riportarono con i piedi per terra. Misi da parte le mie metafore mentali, riflettei un secondo sul da farsi e poi scrissi:

– Non è che non li meriti, è che probabilmente sbagli il metodo. I complimenti se uno vuole riceverli deve anche farli. –

– L’ho fatto, ma poi pensano sempre che ci sto provando. –

Mi inventai al momento una equazione che potesse spiegare meglio il trucco che c’è dietro ai complimenti:

– Vedi, R. io la penso così: se tu non fai mai complimenti disinteressati, e quando li fai è perché hai un interesse, un secondo fine, allora chi si rapporta a te non sa come tu potresti prendere un complimento che ti fa. Ci sono ragazzi che non appena ricevono una bella parola si montano la testa o altri che si credono che quello sia un approccio quando in realtà non lo è… Se tu però fai più spesso complimenti disinteressati, le ragazze non necessariamente sono portate a pensare che ci stai provando, ma solo che sei una persona gentile e carina, e quindi saranno anche meno preoccupate di come potresti prendere un complimento che loro ti fanno. Di conseguenza si sentiranno più libere di fartene. –

– Mmm, in effetti fila… –

– Certo che fila, e funziona pure! –

Almeno con me ha sempre funzionato.

– Però attento: sono complimenti disinteressati, e dietro non c’è nulla di più dell’amicizia. Per questo i complimenti disinteressati hanno sempre bisogno di un pretesto, altrimenti vengono fraintesi. Prima, con la tua amica, il pretesto era buono: la somiglianza con l’attrice andava bene, e difatti vedi che lei ti ha scritto una risposta tira-complimenti. –

– Pensa che io le ho risposto: io preferisco comunque l’originale scialba italiana alla montata hollywoodiana!” –

– E’ una risposta carina e simpatica. Beh, dài, va benissimo! –

Ehm, forse lo scialba è di troppo, ma questo lo tenni per me.

Qualche ora dopo, di nuovo un popup azzurrino:

– O tu sei una veggente o voi donne siete iper-prevedibili! –

Risi. Non sono una veggente, sono solo una donna, a me non serve il traduttore per capire le strategie di un’altra donna. Peccato che non mi serva.

– Mi ha risposto esattamente come avevi detto tu, che sono carino e gentile. –

– Eh, li conosco bene certi trucchi. E adesso che conosci il piccolo segreto sui complimenti fanne buon uso. –

– Sì… –

– Però una cosa: non abusarne. Nel senso, non fare troppi complimenti ad una stessa persona e non farli a tutte le persone che conosci, ma solo a quelle a cui tieni davvero di più. Se non fai così l’efficacia si perde e tu ti svaluti. –

– Divento come quel nostro compagno di scuola che ci provava con tutte! –

– Ahah! –

Sì, proprio come lui, e come di certo molti.

Ma tu non ti appiattire, è bene che m’ascolti:

io non te lo dissi, ma tu di certo saprai già

che ciò che alle donne piace è l’originalità.

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