diddle libri Come oramai sapete sono una tesista a tempo pieno, e come ogni tesista sto facendo ricerca bibliografica sull’argomento della mia futura discussione, perciò ho cominciato a frequentare le biblioteche.

Innanzitutto sono partita dalla biblioteca “di casa”, quella della mia università, ma essendo piuttosto piccina purtroppo non può avere tutto quello che mi serve. Consapevole di questo suo limite però la nostra biblioteca in compenso ha una buona possibilità di accesso a risorse online e soprattutto è inserita nel SBN per cui è possibile ottenere libri che sono presenti in altre biblioteche, ammesso però che non si trovino a Roma, nel qual caso il prestito interbibliotecario è subordinato alla indisponibilità dei documenti richiesti nelle biblioteche di Roma. Se invece i libri di cui abbiamo bisogno dormono tra gli scaffali dell’eterna città, siamo noi studenti a doverci recare personalmente nella biblioteca dove si trovano e lì cercare di ottenere il prestito.

Bene, io ora ho bisogno di due libri che sono interamente dedicati all’argomento che mi è stato assegnato. Intendo dire che non me ne serve solo una parte, un capitolo, ma tutto il libro è sul tema che devo trattare. La biblioteca della Luiss purtroppo non possiede nessuno dei due, ma il catalogo dell’SBN mi indica che la Biblioteca Nazionale di Roma (Castro Pretorio), nonché la Biblioteca Centrale Giuridica (Palazzo di Giustizia) e quella della Ragioneria di Stato (Ministero dell’Economia) li hanno. Dal catalogo online di tali biblioteche i libri in questione risultano disponibili, quindi per me si esclude il prestito interbibliotecario (che nei casi in cui mi è servito ha funzionato perfettamente), devo andare io a prenderli.

Bene, decido per comodità di cercarli nella Biblioteca Nazionale, ed essendo la prima volta che ho a che fare con tale biblioteca mi vado a leggere il regolamento disponibile sul sito. Prima anomalia squisitamente italiana: questo è il link per la biblioteca nazionale

www.bncrm.librari.beniculturali.it

… un romanzo. Davvero facile e immediato da memorizzare, da scrivere, da capire, da comunicare! Per fortuna esiste Google, ma complimenti comunque a chi lo ha pensato.

Dal regolamento però viene fuori che il prestito è escluso per le opere edite negli ultimi cinque anni, per le opere collocate nelle sale di consultazione, periodici, giornali, materiale trattato per gruppi…

Seconda abitudine squisitamente italiana: grande importanza alla letteratura, alla storia, all’arte, all’archeologia… con tutto il rispetto per queste materie, per carità, sono io la prima a cantarne la bellezza, ma quelli che fanno tesi su fenomeni attuali che fanno? Consultazione e basta??? Avete idea che la sola consultazione di due libri da 267 e 324 pagine è perfettamente inutile per un tesista? Fare le fotocopie poi non è una soluzione, perchè si deve comunque rispettare il 15% della legge sul copyright, e oltretutto si devono pagare profumatamente le fotocopie che si fanno!

Comincio a pensare di rivolgermi alle altre due biblioteche che possiedono gli ormai famigerati libri. Ringraziamo nuovamente il signor Google di esistere visto che i link sono altri due romanzi, ma del resto sono inseriti con grande vanteria nei siti dei relativi ministeri:

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Biblioteca/index.asp

http://www.giustizia.it/ministero/bcg/webnew.htm

Per farla breve, dal momento che sono entrambe biblioteche pubbliche ministeriali, la consultazione è sì ammessa anche agli studenti ma il prestito no, questo è riservato solo ai dipendenti ministeriali e della pubblica amministrazione, agli iscritti agli ordini professionali, ai docenti. Quindi stesso ragionamento di sopra, fotocopie manco a parlarne, stessa storia.

E vabbè, almeno consultiamoli, mi dico, anche se mi porterà via una giornata intera. Poi comincio a ridere sul serio quando l’occhio mi cade sugli orari delle due suddette biblioteche: una è aperta soltanto di mattina con solo due giorni a settimana di riapertura al pomeriggio e l’altra ha la terza, splendida abitudine italiana: la chiusura di un’ora e mezza per pausa pranzo! Per poi cacciarti fuori alle cinque sia chiaro, non è che allungano. Tra l’altro detta così l’ho anche semplificata, ma a leggersi gli orari dettagliati di consultazione ci vuole il ragioniere.

A questo punto penso proprio che supplicherò i gentili addetti della mia biblioteca universitaria a far arrivare comunque i volumi da fuori e se non ci riuscirò forse sgancerò io queste trentadue euro per comprarmi almeno uno dei due volumi che mi servono, tanto se mi tocca fare le fotocopie spendo sicuramente la stessa cifra ma almeno in questo modo posso avere il libro per intero e tutto per me, lo consulto a qualsiasi ora, magari ci mangio pure sopra e ci lascio le macchie d’unto se mi gira, al diavolo gli italiani e la loro maledetta abitudine di far diventare tutto un UFFICIO COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI (UCAS per chi non l’aveva capito)!

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