Ieri sera è andato in onda sul canale di Sky Cinema Max il terzo dei dodici episodi della serie tv ispirata al famoso film Romanzo Criminale di Michele Placido, a sua volta ispirato all’altrettanto famoso e omonimo libro di Giancarlo De Cataldo. Nel film, che racconta le vicende legate alla banda della Magliana, un gruppo di delinquenti che negli anni ’70 ha avuto una enorme importanza nei traffici illegali a Roma, ha lavorato “la meglio gioventù” degli attori italiani del momento: da Pierfrancesco Favino a Claudio Santamaria, da Kim Rossi Stuart a Stefano Accorsi, da Gianmarco Tognazzi a Elio Germano, e poi ancora Scamarcio, Anna Mouglalis, Jasmine Trinca, e tanti altri.

Con queste premesse la pellicola ovviamente non poteva che avere il successo di critica e di pubblico che ha avuto, perciò con un’abile mossa Sky e Cattleya, in collaborazione con RTI-Mediaset, hanno pensato di (ri)mettere mano alla storia e adattarla ad una produzione televisiva per la regia di Stefano Sollima. Il risultato va oggi in onda sul satellite, i primi due episodi di lunedì 10 sono stati offerti in chiaro, il resto della serie è ad esclusivo appannaggio degli abbonati Sky.

Io ho avuto la fortuna di seguire la serie sin dall’inizio: Sky propone un episodio da un’ora circa ogni lunedì sera, e poi replica in altri giorni e fasce orarie tra cui quella del mercoledì sera che è quella in cui la vedo io.

Inizialmente mi ha spinto soprattutto la curiosità, visto che il cast è formato da giovani attori non molto noti al grande pubblico. Ma al terzo episodio mi sento già di poter affermare che questi bravissimi attori sono forse la punta di diamante della serie, che in generale è davvero molto buona e molto interessante, approfondisce gli episodi e i personaggi meglio di quanto non possono fare solo due ore di film.

Vinicio Marchioni (il Freddo), Francesco Montanari (il Libanese), Alessandro Roja (il Dandi), Daniela Virgilio (Patrizia), Marco Bocci (il commissario Scialoja) si fanno apprezzare moltissimo e non fanno assolutamente rimpiangere, ma a dire il vero non viene da fare nemmeno il paragone, con i più noti protagonisti del film.

Girata molto bene, buona la fotografia, linguaggio espressivo ovviamente molto crudo (anche se, proprio a volerci trovare una pecca, manca un po’ del linguaggio dei delinquenti, delle espressioni tipiche di chi fa la malavita), questa serie non è un doppione del film, semmai una sua estensione che riavvicina le gesta di quegli antieroi alla storia originaria narrata nel libro di De Cataldo, e in un certo senso quindi ai fatti veri pur sempre filtrati dalla lente del romanzo.

Sky non è nuova a questo genere di riadattamenti seriali di film italiani di successo: già era stato per Quo vadis baby, serie ispirata all’omonimo film di Salvatores, e probabilmente si continuerà a percorrere ancora questa strada. Per quel che riguarda Romanzo Criminale – la serie consiglio vivamente gli abbonati Sky cinema appassionati di noir e polizieschi di non perdere l’occasione di seguirla. Suppongo che ci sarà anche un passaggio sulle reti free (probabilmente con Mediaset, data la coproduzione), ma se questo avverrà ci sarà purtroppo da attendere parecchio tempo ancora.

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