Archive for ottobre, 2008


…per fortuna che c’è Checco Zalone a farci ridere…

Turisti a Roma

Oggi, ore 17 circa, viale Giulio Cesare, Roma. Mars cammina su un marciapiede per andare a prendere l’autobus, dopo essere passata in libreria per prenotare un libro.

La fermano due turisti stranieri, giovani, uno moro e uno biondo. Con un incespicante italiano il moro le chiede dov’è il Tevere. Mars indica la direzione. Poi gli domanda se in quella zona ci sono musei. Mars risponde che ci sono i musei vaticani. Loro però forse cercano cose diverse, perchè subito dopo chiedono se in quella zona c’è piazza di Spagna. Mars risponde di no, lì siamo vicini a S. Pietro, piazza di Spagna è una bella passeggiata a piedi. Consiglia eventualmente di prendere la metro: appena tre fermate e senza fatica si è proprio a piazza di Spagna. Continua a leggere

La prossima strategia Ferrari

Qualche giorno fa su questo blog ho letto e commentato un’osservazione che riguardava l’oscuro e labile rapporto tra il social network più frequentato, Facebook appunto, e il diritto alla privacy di ciascuno di noi. In particolare si rifletteva sulle foto pubblicate lì da noi o da terzi che, salvo diverse impostazioni che pure sono possibili, normalmente sono visibili a tutti gli amici o addirittura a chiunque, cosa che in alcuni casi può non far piacere, per buona pace della nostra riservatezza. Capita oggi “a cecio” si dice a Roma, cioè a proposito, un articolo sul Sole24ore. Continua a leggere

Ieri sull’autobus che passa per viale delle Medaglie d’Oro, una via di Roma che da zona Prati sale su verso Monte Mario, ne ho vista una nuova. Alcuni ragazzi di 14-15 anni appena usciti da scuola, forse il Talete o il Tacito o il Mamiani che sono le scuole della zona, (questo per dire che sono ragazzi di liceo classico o scientifico) ad ogni fermata abbandonavano gli zaini sulla vettura, scendevano e incominciavano a correre come matti alla fermata successiva per cercare di risalire in tempo. Tutto questo è durato per circa quattro fermate, ogni volta riacciuffando al millimetro il mezzo senza badare all’intralcio e ai pestoni che la loro corsa provocava sia alle persone che camminavano sul marciapiede sia a quelle che salivano o scendevano dall’autobus.

… ora, non per essere la solita cacacavoli, ma vi mi pare una cosa intelligente fare ‘sto lavoro, specie nell’ora di punta col casino che c’è per strada e sugli autobus? Lì per lì me la ridevo pensando che se fossi stata io l’autista avrei accelerato di brutto tra una fermata e l’altra, così li avrei fatti correre per bene come volevano, ma fino al capolinea però! Lo so, sono cattiva, e me ne vanto.