Non si può essere aggrediti per strada da quindicenni perché si è gay. E non si può morire a 19 anni perché si ha la pelle nera. Eppure è accaduto. Sulla questione sicurezza ci hanno vinto le elezioni. Ma qui perché non ho sentito nessuno, NESSUNO, parlare di sicurezza? Perchè la sicurezza che tanto invoca la gente è una parola che in realtà ne nasconde un’altra. E’ la giustificazione del razzismo. La sensazione è che l’Italia stia diventando un paese razzista, ma se lo vai a dire in giro tutti ti rispondono che c’è bisogno di più sicurezza.

Eppure quale sarebbe una ovvia conseguenza, in un paese “devastato” dalla criminalità, se d’un tratto fossero stati presi provvedimenti per aumentare la sicurezza? Ci sarebbe un incremento di processi, e ci sarebbe più gente in carcere.

E invece guardatelo il nostro povero paese: le carceri sono sovraffollate e non c’è più spazio dove mettere i detenuti, tant’è che data la capienza massima di 45.000 uomini noi ne ospitiamo ben 68.000. I processi sono sempre impantanati nella lenta burocrazia a cui la Cirielli ha certamente dato una mano e la finanziaria ha dato il colpo (di grazia è il caso di dire), riducendo i fondi alla giustizia del 10% il primo anno e del 20% il secondo.

Ma abbiamo 3000 soldati in più nelle città.

Certo, e se poi alle forze dell’ordine di competenza (polizia e carabinieri) non si danno i fondi nemmeno per mettere benzina nelle volanti, succede che se prima c’era una forza di Stato specializzata nell’ordine urbano, la polizia appunto, fatta di gente che per mestiere deve garantirci la sicurezza, di gente che per fare il suo mestiere è stata addestrata, di gente che ha una insostituibile fonte di esperienza che è la conoscenza del territorio, adesso ci sono tremila uomini che ti fanno sembrare un cittadino di qualche paese in dittatura militare ma che a conti fatti rimpiazzano con mezzi minori ed esperienza pressochè nulla (perchè sono una forza d’esercito, mica è colpa loro se li preparano per quello!) qualcosa che già c’era e che bastava sostenere con finanziamenti adeguati al caso.

Ma abbiamo rinforzato le leggi per garantire maggiore sicurezza.

Introducendo l’aggravante speciale per extracomunitari clandestini? Schedando i rom? Ma non ve ne accorgete che queste due leggi sono razziste, nel vero significato del termine, ovvero quello di discriminare le persone in base a razza, lingua, religione, condizioni personali e sociali…? Andatevi a ripassare l’articolo 3 della Costituzione e vi accorgerete che l’aggravante per extracomunitari irregolari (quel provvedimento per cui a uno stesso reato compiuto da un cittadino italiano e da uno extracomunitario segue una diversa pena, perchè per il secondo scatta un aumento sulla sola base della condizione di immigrato irregolare, in barba a ripetute sentenze della Cassazione che affermano che per reati compiuti in Italia anche per i cittadini non italiani vale il dettato la legge è uguale per tutti ) e la schedatura dei rom (si schedano solo loro, e a priori per giunta, ma gli altri delinquenti possono benissimo continuare a dare mille volte false generalità e se presi godere ogni volta dell’attenuante di essere incensurati) lo sono. E’ stato anche istituito il commissario straordinario per i rom. Cioè si permette che ci sia un commissario con compiti distinti in base all’etnia dei suoi sorvegliati. Non esiste un commissario straordinario per i cambogiani, per dirne una, ma per i rom sì. Non suona vagamente razzista questo?

Ma è stato fermato il flusso di clandestini.

Fermo restando che l’uguaglianza clandestini=criminali è una sbrigativa quanto spesso incorretta soluzione che non racchiude la panacea a tutti i problemi di sicurezza che vengono sventolati, attenzione: la stretta sull’immigrazione non riguarda chi è già qui in Italia (che sia in regola o tanto peggio clandestino). Eh no, quelli sono qui e nessun politico si è mai sognato di cacciarli. Perchè? Perchè pensate e tutto quel mondo di colf, badanti, manovalanza varia che è alle fondamenta dell’economia del nostro paese. Pensate se un giorno il governo dicesse: da domani tutti fuori. I primi ad opporsi sarebbero proprio gli elettori di quel governo (quale che sia intendiamoci). Perchè poi la mamma come fa ad andare a lavorare senza la colf che tiene i bambini e pulisce casa, perchè poi chi l’assiste la nonna malata se va via la badante, perchè poi chi va a raccogliere i pomodori nei campi, perchè poi chi va a lavorare nei cantieri? La strozzatura è su quelli che, al momento dell’ingresso in Italia, si trovano senza documento. Nè prima nè dopo che l’abbiano passata. Quanti se ne fermeranno così alla frontiera durante un anno?

Se tutto questo vi sembra la via per garantire maggiore sicurezza, state attenti perchè le stesse misure razziste “mascherate” da altre ragioni sono state prese ottant’anni fa. I nostri nonni ricordano ancora come andò a finire. Se poi non vi fa pensare l’ulteriore fatto che una carica pubblica – il sindaco di Roma – faccia revisionismo storico davvero a capriole e definisca “un male assoluto” non il fascismo ma solo le leggi razziali (e chi le ha promulgate?), dimenticandosi che lo squadrismo, la propaganda, l’asservimento ad un regime, l’esautoramento del parlamento, gli omicidi politici di Matteotti e Gramsci sono altrettanti frutti di quel periodo, sappiate che la storia l’abbiamo studiata non per occupare i primi diciotto anni della nostra vita, ma per imparare dal passato e non permettere a nessuno di ripetere quegli e(o)rrori.

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