In un pomeriggio assolato di fine giugno, dopo un’estenuante mattinata passata all’università a dare un esame, a pranzo un panino e adesso… non ci vedo più dalla fame, ho deciso di provare finalmente la nuova pizzeria-gelateria aperta vicino casa. Più che mangiare, con i 35° che aleggiavano nell’aria volevo solo qualcosa di fresco ma poco pesante, e cosa di meglio di una bella granita con panna?

Entro nel negozio dove ci sono appena due persone a chiacchierare, e già mi viene da pensare. Do una rapida occhiata e vedo che il bancone della pizza a taglio ha ancora tutte le varietà, e i tranci sono quasi interi.

Vabbè, penso, o l’hanno appena rifatta, o fa talmente schifo che questi subiscono inesorabilmente la concorrenza del pizzettaio all’angolo.

Mi giro verso il bancone dei gelati. Una dozzina di varietà esposte. Poche penso, e un po’ troppo classiche per un negozio che si specializza in quei prodotti lì. Ad ogni modo una sorridente (ma stanca) ragazza si fa avanti per rispondere alle mie richieste, ed io speranzosa domando:

“Salve, avete la granita al caffé?”

“Ehm… no, mi dispiace, oggi non ce l’abbiamo.”

Colpo duro da incassare. Provo a cavillare per vedere se ho capito male e se ho ancora speranza:

Ma di nessun tipo, o solo quella al caffé non avete?”

“No, solitamente la facciamo ma in questi giorni purtroppo non abbiamo proprio la granita, mi dispiace…”

Non immagini quanto dispiace a me.

Ringrazio, e me ne vado via. Sulla porta a vetri del negozio mi cade l’occhio su una scritta beffarda: “QUI SI SERVE GRANITA CON PANNA”.

Eh, ma se non ce l’hai a giugno, nel pieno della stagione calda, quando la servi, a quei pinguini che girano in cappotto a gennaio????

Molto delusa mi accontento di comprare un sorbetto preconfezionato, per la gioia dell’industria che pure stavolta qui l’ha spuntata sull’artigianale.

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