C’è sempre, è inutile negarlo, una certa emozione per me la domenica delle elezioni. Per una quintalata di giorni i giornali, le radio, le televisioni mi hanno fatto sentire un numero, anzi una percentuale: nei sondaggi politici sono una capocchietta di quella massa indistinta che farà l’X% degli affluenti, l’Y% dei bianchi o lo Z% dei neri, l’M% delle schede bianche o -ma questo a insaputa di chi vota- l’N% delle schede nulle.

Continua a leggere